I lavoratori licenziati dall'appalto GLS di Civesio (MI) scelgono di assaltare il cielo: salgono sui tetti dei tir per rivendicare il diritto al posto di lavoro

Milano -

Circa una ventina di corrieri della filiale GLS di Civesio - San Giuliano Milanese sono stati licenziati due mesi fa dall'appaltatore con l'accusa di sabotaggio e scarso rendimento solo per aver applicato gli stessi standard di sicurezza e qualità stabiliti dalla committente GLS.

Anziché correre come disperati hanno rispettato il codice della strada osservando i limiti di velocità, parcheggiando non in doppia o terza fila, consegnando i pacchi direttamente ai clienti anziché abbandonarli sui marciapiedi dei condomini.

Ciò ha provocato le rimostranze del datore di lavoro che pretendeva e pretende carichi di lavoro assurdi fregandosene della sicurezza.

Il licenziamento collettivo dei corrieri è stato un gesto arrogante di carattere antisindacale per imporre con la paura mano libera nello sfruttamento.

Questi signori hanno però fatto male i loro conti.

USB, il sindacato a cui questi lavoratori aderiscono, ha tentato in questi due mesi di avviare un percorso di confronto con GLS che favorisse una positiva conclusione per questa anacronistica vicenda.

Le parti datoriali hanno invece inteso proporre umilianti soluzioni economiche e la chiusura totale nei confronti delle figure più attive dal punto di vista sindacale

Questa notte pertanto i licenziati hanno deciso di attuare una forma molto radicale di lotta: sono saliti sui tetti dei tir nel magazzino internazionale della GLS di Sordio con l'intenzione di rimanervi ad oltranza.

Mettono in gioco i loro corpi inermi contro la violenza di chi estorce ricchezza dal loro lavoro pretendendo in modo abulico di sfruttarli sempre più.

Nel sistema malato degli appalti, delle multinazionali che le Procure della Repubblica di mezza Italia obbligano oggi a non evadere le tasse, lorsignori compensano i maggiori costi imposti dalla legalità spezzando le schiene dei lavoratori per poi buttarli come oggetti usati.

L'uso ricattatorio dei licenziamenti trova una condizione favorevole nell'attacco che questo governo sta portando al diritto di sciopero mediante l'emanazione dei decreti "sicurezza" e i vincoli dell'estensione della legge 146 anche al settore della logistica.

Al loro attacco ai diritti e alla democrazia nel lavoro i licenziati USB rispondono a con l'assalto al cielo.

Da quei camion scenderanno solo con la reintegra al posto di lavoro.

Il 23 Maggio i licenziati negli appalti GLS saranno a Roma, insieme ad altre migliaia di lavoratrici e lavoratori, per una grande manifestazione nazionale contro le politiche di guerra del Governo Meloni.

 

USB LAVORO PRIVATO SETTORE LOGISTICA