La repressione poliziesca non fermerà le lotte: mercoledì 20 presidio in piazza Santi Apostoli

Roma -

Dopo anni di denunce, anche alla magistratura, e di lotte contro un sistema che schiavizza i lavoratori della logistica, questa mattina all’alba alcuni dirigenti dell’USB della logistica e del Si Cobas hanno avuto l’amara sorpresa di ricevere la visita della polizia che gli ha comunicato provvedimenti cautelari. La cosa non ci sorprende visto l’enorme volume di iniziative sindacali portate avanti in questo vitale segmento del mondo del lavoro, ma non è facile da digerire. Mentre tutti i responsabili della catena degli appalti e subappalti, del lavoro precario, ricattato, schiavistico, sono ormai nelle loro residenze estive, i compagni che da anni portano avanti le lotte per ottenere migliori condizioni di lavoro e per l’assunzione di migliaia di lavoratori precari o costretti a continui cambi di appalto sono stati oggetto “dell’attenzione” della magistratura e oggetto di indagini o di pesanti limitazioni alla libertà personale e, aggiungiamo noi, sindacale.

A questi compagni è stata notificata una lunga serie di reati quali “scioperi, picchetti, occupazioni, blocchi stradali ecc.” ossia esattamente quello che si dovrebbe fare quando il lavoro non rende liberi ma schiavi. A questi compagni si contesta, sostanzialmente, il reato di fare sindacato, e di non essere complici delle aziende, mediante accordi migliorativi raggiunti con le lotte e che i padroni vorrebbero far passare come “estorsione”.

Rivendichiamo con forza il diritto di fare sindacato a difesa delle condizioni lavorative e salariali di tutti i lavoratori, ad iniziare da quelli della logistica, e rivendichiamo l’uso di metodi di lotta, come quelli oggetto della repressione poliziesca e padronale, finalizzati al miglioramento delle condizioni dei lavoratori. Siamo consapevoli che ai padroni questi metodi non piacciono, visto che li costringono ad arrivare ad accordi sindacali che non sono da loro dettati, come accade con altre organizzazioni sindacali.

Questa violenta operazione poliziesco/padronale, finalizzata a rompere il ciclo di lotte consolidatosi in questo determinante settore della catena del valore e per porre ulteriori limiti al diritto di sciopero, di cui sono state interpreti le nostre organizzazioni sindacali e le migliaia di lavoratori che ad esse aderiscono, ci conferma che la rottura della catena dello sfruttamento e dell’oppressione padronale è possibile e la reazione scomposta della magistratura, le denunce padronali, gli omicidi durante i picchetti, i licenziamenti e tutto l’armamentario che aziende e cooperative hanno messo in campo in questi anni ne sono la riprova. In tutta Italia sono già partite le mobilitazioni, i presidi, gli scioperi nella logistica e domani saranno ancora più intensi con iniziative in tutte le piazze Italiane.

A Roma il presidio si terrà mercoledì 20 luglio, alle ore 11.00, in piazza SS Apostoli.

Il governo e la magistratura vogliono metterci il bavaglio, ribelliamoci a questo disegno repressivo e scendiamo nelle piazze per rivendicare il nostro diritto a fare sindacato e per la difesa dei lavoratori con le forme di lotta più idonee al raggiungimento di questi obiettivi.

USB Roma - Si Cobas Roma

Roma, 19 luglio 2022

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